Home sweet home

Puoi andare in capo al mondo. Sperimentare l’infinito. Vivere centinaia di esperienze diverse. Conoscere migliaia di persone.

Tutto ruota a distanza attorno ad un punto fisso che non cambierà mai e che per sempre fungerà da rifugio.

Un luogo in cui tutto ti è familiare, in cui puoi essere te stesso, abbandonare i timori, deporre le armi.

Sei a casa!
Goditi la pace e preparati a ripartire.

Jen

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Somewhere

Basta poco: una debole fragranza, note lievi in lontananza, piccoli gesti sbirciati, oggetti insignificanti… per tornare là. E’ tutto ormai sfumato ma rimane qualcosa di riconoscibile, indelebile, etereo. Qualcosa che già intuivi si sarebbe insediato senza via di scampo, privandoti della possibilità di opporti.

Un regalo, un’eredità e un metro di paragone dai presupposti impossibili, di cui puoi solo ricordare i colori e accettarne l’irrepetibilità. Una massa informe ed intricata che rimane latitante ma esplode repentina ai segnali.

Proseguire il tuo cammino entusiasta, consapevole e razionale, non ti basta a proteggerti interamente dalle immagini. Si materializza in un lampo il presente così distante.

Non esiste più. O forse esisterà per sempre.

Jen

No, no, no e ancora no!!!

Premetto che questo post si discosta dallo scopo del mio blog ma non posso esimermi dallo scriverlo.

Le ultime settimane sono state davvero ricche di emozioni: un mix esplosivo di euforia e paura, entusiasmo e tensione, felicità e preoccupazione, malinconia ed eccitazione. La voglia di crescere, vivere esperienze stimolanti e affrontare nuove sfide era tanta, così come lo era la paura di fare il salto, di lasciare il certo per l’incerto, di ritrovarsi davvero, forse, a mani vuote. Ho deciso di rischiare, di buttarmi a piè pari in una nuova avventura che soffocasse l’insofferenza verso situazioni ingiuste che purtroppo appartengono a tanti giovani italiani.

Molti di voi mi capiranno, quando dico che ti senti sopraffare dalla delusione, che perdi la motivazione e inizi a credere che tutto l’impegno e la dedizione di una vita, se pur breve, siano stati vani. Ti ritrovi a pensare che la speranza di un futuro migliore in Italia sia un’utopia, che guadagnare mille euro non sacrificando le proprie ambizioni sia un sogno irrealizzabile, che in un paese dove contano solo conoscenze e raccomandazioni, non ci sia spazio per chi, pur avendo coraggio e voglia di fare, viene da un paesino di due mila anime e non conosce proprio nessuno che possa valere un posto in chissà quale società. Cominci a credere che forse è arrivato il momento di ripensare alla tua vita, di riprogrammare obiettivi e priorità, di prendere atto delle circostanze e agire di conseguenza. PERCHE’ PROPRIO NON E’ GIUSTO. Non è giusto per te, che ti sei fatto il mazzo, trasferito a destra e a sinistra, impegnato ore della tua vita su libri, bus, treni… e non è giusto per chi fin dall’inizio, ti ha supportato economicamente e moralmente nelle tue scelte al fine di garantirti un futuro migliore.

Diciamocelo apertamente, basta mezzi termini: è giusto che un genitore debba mantenere un figlio fino a 30 anni (se va bene!)? E’ giusto che un laureato che inizia facendo stage o praticantato (e fin qui va bene) debba proseguire la propria carriera guadagnando per anni una cifra che non gli permette di mantenersi? E’ giusto beccarsi pure dei “bamboccioni” perché non si esce di casa? E’ giusto sfruttare a tempo indeterminato (perché di sfruttamento si parla!!!) chi, in ogni caso, rappresenta il futuro?
Se sì, ok! Va bene, ma poi non lamentiamoci se le iscrizioni all’università sono in calo, se il numero di matrimoni è sempre meno, se la natalità ha una crescita ridicola, se i consumi non ripartono e bla bla bla… Insomma, per farvela breve, questa è stata la partenza: una grande delusione e poche speranze di farcela.

E invece no! No, no, no e ancora no!!! Non bisogna mollare. Le possibilità ci sono. E’ vero: è difficile, la strada è in salita, gli ostacoli tanti ma con coraggio, umiltà e determinazione ce la possiamo fare.
Sembra una frase banale, ma davvero, “non tutto il male vien per nuocere”, ogni momento di crisi, cela opportunità nuove e non considerate prima.

La mia occasione è arrivata inaspettata. Non è certamente caduta dal cielo, me la sono cercata, ma è stata veloce ed entusiasmante fin dall’inizio. Via via che si concretizzava, la grande euforia si mescolava giorno dopo giorno, anzi, ora dopo ora, all’ansia di lasciare cose, ambienti, abitudini e persone che tutto sommato per molto tempo sono stati la mia vita. Potrebbe essere un flop, non lo so e non lo posso sapere ora, ma ho deciso di vivermela appieno, accollandomi tutti i rischi del caso e con la consapevolezza che accontentarsi a volte può andar bene ma lasciarsi trasportare dagli eventi senza lottare, non porta a nulla.

Concludo questo post “atipico”.

La soddisfazione di farcela da sola e di arrivare, non al traguardo ma ad un punto di partenza dignitoso, si affianca alla grande gioia di aver condiviso questi 40 giorni di emozioni e cambiamenti, con persone che mi hanno ascoltata, consigliata, supportata e sopportata concretamente.
Credo che riuscire a provare vera felicità per ciò che di bello accade non a te, ma ad una persona vicina a te, sia la dimostrazione d’affetto più grande che si possa ricevere. Avete gioito e brindato con me, come se il successo fosse stato il vostro.

E questo per me, è il successo più grande. 

GRAZIE, GRAZIE, INFINITAMENTE GRAZIE!

Jen – Giugno 2012

Possibilità

Non immagini cosa ti riserva,
finché non ti inoltri nel buio per raggiungere la luce.

Potresti farti male, inciampare, sbattere contro le pareti,
ma SE NON CI PROVI,
non conoscerai mai, la vita oltre l’ostacolo.

Jen

The real meaning

“Success is the ability to go from one failure to another with no loss of enthusiasm.”

Sir Winston Churchill

Thanks to Paola Bottini
http://www.facebook.com/paola.bottini.37

aRelativeThinking: La fuggevole mutevolezza delle cose

aRelativeThinking: La fuggevole mutevolezza delle cose.

Alzare lo sguardo e osservare le nuvole che passano veloci. Il cielo azzurro è uno sfondo che saldo rimane mentre il resto scorre, rapido a volte, più lento altre.

Mettersi con la pancia all’insù non vuol dire solo guardare le nuvole che passano. Avere gli occhi voltati a questo cambiamento implica mostrare se stesso al cielo insolente.

Mettersi con la pancia all’insù significa annullare le proprie difese, cambiare prospettiva e porsi di fronte a tanta grandezza.

Allargare le braccia e riporle all’indietro è dimostrare una certa arrendevolezza e ciò implica coraggio. Il coraggio di stare e il coraggio di aprirsi e mettersi in gioco, perché l’apertura è l’unica chiave per accogliere qualsiasi evento ci porti a modificarci.

Davanti all’insolenza di questo grande cielo, che non si cura di chi lo sta guardando, non si preoccupa della posizione che chi come te assume davanti ad esso, sei tu a decidere cosa fare. Scegliere di osservarlo di pancia richiede impegno: hai il sole negli occhi; richiede coraggio: davanti a tanta imprevedibilità; richiede consapevolezza.

Mi riesce a fatica di stare per molto tempo con la pancia all’insù, senza difese, davanti alle nuvole che, come le cose, cambiano veloci posizione e, muovendosi verso un qualche luogo, mutano.

Fronteggiare la loro fuggevole mutevolezza senza conoscere il prossimo luogo che visiteranno, senza sapere per quanto quella loro attuale forma le accompagnerà nel loro andare e rendersene coscienti, implica impegno, coraggio e consapevolezza.

Mi auguro di riuscire sempre nel saldo cielo della vita a vedere, fronteggiare, apprezzare e avere il potere di gestire il cambiamento. Il cambiamento di quelle nuvole che passano a volte veloci, a volte più lente, ma comunque passano perché niente nel cielo della vita può restare al suo punto di partenza.

Le nuvole sono e vanno. Non conoscono la loro destinazione, non la conosciamo. Sappiamo per certo che nel loro percorso cambieranno costantemente forma, non essendo mai le stesse alla partenza, così come all’arrivo.

Beatrice Monticelli

Ode to Life

Pare banale ma…

ogni giorno qualcosa ti ricorda che sei di passaggio,
che in un attimo la vita potrebbe stravolgersi,
che tutti i progetti futuri, potrebbero non realizzarsi mai,
che tutti gli abbracci soffocati, potrebbero non respirare mai,
che tutte le parole non dette, potrebbero non esprimersi mai,
che tutte le opportunità rifiutate, potrebbero non tornare mai.

Vale la pena rischiare, piangere e sfidare.
Vale la pena mettersi in gioco, combattere e perdere.
Vale la pena mettersi a nudo, fidarsi senza paura di soffrire,
dare senza aspettarsi di ricevere.
Vale la pena VIVERE: senza se, senza ma, senza timori e pregiudizi,
pronti a imparare, ascoltare, a comprendere e a perdonare.

Ogni giorno qualcosa ti ricorda che tutte le tue inutili paure, i tuoi inutili sforzi, i tuoi inutili desideri e le tue inutili preoccupazioni, oscurano le uniche paure, gli unici sforzi, gli unici desideri e le uniche preoccupazioni, che davvero possono fare la differenza
tra una vita vissuta e una vita subita

“Per essere felici bisognerebbe vivere. Ma vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste e nulla più.” 

Oscar Wilde

Portfolio – Leica LAB

In questa sezione trovate alcuni scatti davvero meritevoli. Vi consiglio di dare un’occhiata. A me è piaciuto molto il testo di presentazione di Daniel Martinelli.

A tutti gli amici fotografi: provate ad inviare anche voi il vostro portfolio.. non si sa mai!

Buona visione!

Portfolio – Leica LAB.

Ridi, consuma i secondi, ricorda, immagina…

Io ti garantisco che ci saranno attimi in cui ti mancherà il respiro. Vortici di idee tanto grandi da sprofondare. Paura, distanza e tentazione.

Io ti garantisco che ti sentirai solo e senza forze per continuare, che la vita sarà tanto crudele da costringerti a distruggere e recuperare, che in un momento tutta l’ansia t’assalirà senza lasciarti andare.

Io ti garantisco che non avrai la forza di gridare, di tendere una mano per farti aiutare, di fare un passo senza rischiar di precipitare.

Per tutto quel che sarà, per quel che vorrai, per quello che non riuscirai ad avere, ridi, consuma i secondi, ricorda, immagina, fantastica, libera la mente.
Perché la vita è quel che è… semplicemente vivila!!!

Senza rimpianti per quel che avresti voluto e rimorsi per quel che hai, con il coraggio che un bambino ha nel lasciarsi andare e le opportunità che adesso ti dai, perché non controlli il fine ma costruisci il cammino sino all’istante in cui sarà troppo tardi per dire: “potevo davvero tutto“.

Alfredo Causa
http://www.facebook.com/alfredo.causa


Sì fu il destino

 Spinta dal vento e dall’acqua
Foglia, persa la via
Strappata all’antico torrione
Sì fu il destino, e così sia
Voli fiera alla mera illusione.

Portata dal vento e dall’acqua
Foglia, cadi veloce
Tra gli alberi l’erba e la terra
Sì fu il destino, non odi più voce
Delle false speranze è la guerra.

Trascinata dal vento e dall’acqua
Foglia, ti sdrai sul cemento
Tra la gente e i suoi passi fugaci
Sì fu il destino, morte o sgomento
Sei distesa sul grigio ove taci.

Nutrita dal vento e dall’acqua
Foglia, ti perdi nel mare
Le onde si fanno più grosse
Sì fu il destino, non puoi più tornare
Alla casa ove pioggia ti scosse.

- Pier -
http://www.facebook.com/pier.bax 

All you need is… you!

“Se tracci col gesso una riga sul pavimento, è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi. Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso. Se fai finta che la fune non è altro che un disegno fatto col gesso e l’aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi del mondo.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; da fuori nessuno ci può aiutare. Non essere in guerra con se stessi, vivere d’amore e d’accordo con se stessi:
allora tutto diventa possibile. Non solo camminare su una fune, ma anche volare.”

Hermann Hesse


Say Yes

Stavo leggendo Wired quando sono stata stranamente attirata da una pagina pubblicitaria. E’ la nuova campagna “Say Yes” di Nastro Azzurro. Ve la segnalo perché credo ci siano spunti di riflessione interessanti. Questi sono solo alcuni claim…

Ti hanno insegnato che nella vita devi imparare a dire di NO. FALSO

Sì alle paranoie senza fine dei tuoi amici.

Sì alle amicizie che non vorresti finisero mai.

Sì a chi nasce con la camicia.

Sì a chi non vede l’ora di tornare a casa per togliersela.

Sì a chi canta vittoria

Sì a chi canta e basta.

Sì alle migliaia di persone che vorrebbero cambiare il mondo.

Sì alle centinaia che ci provano sul serio.

Sì alle poche decine che qualcosa lo hanno cambiato davvero.

Sì ai miti dell’adolescenza in cui hai creduto davvero.

Sì a quei libri che ti hanno cambiato la vita.

Sì ai vecchi dischi che come quelli non si fanno più.

Sì alle notti in bianco per finire un lavoro.

Sì alle notti in bianco per poi andare in bianco.

Sì all’amore tutto italiano per la bellezza e la qualità.

Sì al desiderio di ogni italiano di lasciare il proprio paese.

Sì alla voglia di ritornare a casa.

Sì a chi ha sete di vita e di passioni.